Un progetto dell’Associazione Davide Orecchioni

Il museo itinerante, nato allo scopo di implementare la cultura della pace, della non violenza e dei diritti umani, intende costruire un percorso storico-documentale permanente sul fenomeno dell’internamento e del confino politico italiano, avendo come luogo di riferimento la città di Lanciano che è presa a simbolo del sistema concentrazionario fascista, essendo stata sede di un campo di concentramento femminile oltre che luogo utilizzato per ospitare internati e confinati politici durante gli anni della seconda guerra mondiale.

L’allestimento del museo consiste nella installazione di 4 Totem emozionali in altrettanti punti della città, che hanno la funzione di far rivivere attraverso musiche, narrazioni, testi e lettere di donne e uomini sottoposti al regime di internamento, il loro vissuto, senza interferenze e/o commenti. Il museo si avvale altresì di un supporto didattico bilingue (italiano e inglese) consistente in 4 Leggii che verranno collocati nei pressi del campo di concentramento di Villa Sorge (2), all’interno del Parco Tito Grauer in viale Cappuccini (1), nella piazza dove si trovava l’Albergo Vittoria (1) e in piazza Plebiscito. Ognuno dei totem, realizzati su progettazione di art design, farà da supporto a uno specifico QR Code che si collegherà a una piattaforma web sulla quale saranno collocati podcast realizzati con le voci di attori sotto la guida di Domenico Galasso del Piccolo Teatro Orazio Costa di Pescara. I totem, saranno collocati su tre dei cinque leggii (Villa Sorge, Albergo Vittoria e piazza Plebiscito).

Libro consigliato

“I sassi e le ombre” - storie di internamento e di confino nell' Italia fascista

Malgrado la tempestiva denuncia de L’internata n. 6 di Maria Eisenstein, sui campi di concentramento italiani è calato uno strano oblio, frutto di reticenti silenzi e colpevoli omissioni. Troppo lungamente schiacciate dai sassi dell’indifferenza, le ombre del passato prendono corpo attraverso le s torie di donne e uomini internati o confinati nelle terre d’Abruzzo. Partendo dal campo femminile di Lanciano, in cui fu internata Maria Eisenstein, il libro presenta anche le vicende di alcuni personaggi di rilievo della politica nazionale come Tristano Codignola, Enzo Enriquez Agnoletti, Guido Molinelli, Dino Philipson e Aldo Finzi, quasi tutti di origine ebraica. Utilizzando la microstoria come contributo essenziale per una più efficace lettura del fatto storico, vengono analizzati documenti, lettere e diari che, indugiando sul vissuto di persone di ogni origine sociale, vittime della deportazione e della politica razziale, contribuiscono a fornire uno spaccato in larga parte inedito della storia dell’internamento e del confino nell’Italia fascista.

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Tito Grauer