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Repubblica Democratica del Congo

Perché il Congo?

La popolazione congolese è costretta, a causa della guerra che ormai la devasta da circa 50 anni, a vivere in una realtà complessa, difficile e molto contraddittoria. Nel Congo e in particolare nella parte Est della nazione, ossia nella regione del Kivu, situata al confine con il Burundi e il Ruanda, il sottosuolo è ricco di immense risorse, cause principali delle ripetute guerre: rame, cobalto, coltan, diamanti, oro, zinco, uranio, stagno, argento, carbone, manganese, tungsteno, cadmio, petrolio. Materie prime che fanno gola a mezzo modo e costituiscono una “condanna a morte” per molti degli abitanti del Paese.

A causa di una pessima gestione dello Stato (dal 1960 ad oggi il Congo è piegato da guerre di aggressione dai paesi confinanti e ricordiamo il genocidio degli UTHU), il popolo vive in uno stato di miseria e desolazione. La provincia del Nord- Kivu, la più colpita, conta quantità enormi di morti, rifugiati (più di 2 milioni), l’aumento del tasso di violenze sessuali sulle donne (gli abusi vengono considerati come arma di guerra), la proliferazione di malattie veneree (sifilide, Aids, epatite, etc), bambini soldato e descolarizzazione. La guerra ha creato paura e insicurezza nella gente mentre troppi bambini perdono precocemente la loro fanciullezza perché costretti a destini di guerra, fame e miseria.  L’area, una delle più povere del mondo, è colpita da carestie, assenza di dimore dignitose, mancanza di acqua potabile, e la proliferazione delle malattie, piaga principale per questo popolo martoriato dalla guerra. In particolare, proprio a causa dell’infinita povertà, la vita e in particolare il benessere dei bambini è davvero disastrosa. Famiglie intere costrette a inviare i propri figli ad estrarre a mani nude il coltan nelle miniere profonde e ad alto rischio di asfissia. E poi la grave condizione dei bambini soldato, forzati a portare fucili e munizioni e costretti a volte anche ad uccidere i propri genitori per poter sopravvivere.

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