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Un mattone per Katana

In Congo, nel centro dell’Africa, un intero popolo cerca aiuto e sostegno per uscire dalla condizione disumana nella quale giace e noi possiamo tendere una mano.

Confinante con il Rwanda, sulle sponde del lago Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, l’Arcidiocesi di Bukavu ha un territorio suddiviso in 37 parrocchie, una superficie di 8.815 km2, pari a circa un terzo della Lombardia, e una popolazione stimata in circa due milioni di abitanti.

La città di Bukavu si raggiunge in auto e via nave venendo dalla città di Goma, nel nord-est del Paese. In città non mancano l’elettricità e l’acqua  ma sono scarse e nei paesi situati lontano dalla città le difficoltà aumentano.

Le linee telefoniche non ci sono per i telefoni fissi e per questo tutti usano i telefoni cellulari.

A causa della guerra che insanguina il Paese, il futuro dei bambini è sempre più incerto e l’analfabetismo colpisce duramente. Si stima che  solo il 40% dei ragazzi ed il 25% delle ragazze frequenti regolarmente la scuola. Molti sono abbandonati a se stessi ed alcuni sono arruolati dai guerriglieri.

La povertà è un grande problema. Le famiglie vivono con meno di un dollaro al giorno e sono sempre numerose con tanti figli da nutrire e da scolarizzare. 

La politica del Paese non favorisce la scolarizzazione di base e la sua qualità così i genitori sono obbligati a pagare un supplemento, spesso elevato, per assicurare un livello di insegnamento adeguato ai propri figli, contribuendo al pagamento degli insegnanti e all’acquisto del materiale didattico. 

A Bukavu il diritto all’istruzione è un problema di mezzi, di sostentamento.

“Un mattone per KATANA”

All’interno dell’Associazione Davide Orecchioni  è nato il Progetto “Un mattone per KATANA” che intende creare un legame tra la diocesi di Katana ed il popolo italiano.

Questo progetto ha avuto inizio nel 2016 con l’idea di costruire una scuola fatta di mattoni e tetto in collaborazione con Don Norberto Lubanja.

Nel periodo della guerra e con l’ondata di profughi rwandesi riversatasi sul territorio dal 1994 la popolazione ha molto sofferto; tante strutture sono state distrutte o saccheggiate, soprattutto le scuole che accoglievano i profughi e, a volte, anche i soldati.

Un mattone per Katana - Associazione Davide Orecchioni

L’arcidiocesi ha in gestione l’80% delle scuole e degli ambulatori medici ma questi non funzionano bene per la carenza di medicinali e di macchinari. Immaginate che, per andare a farsi curare o per frequentare la scuola, la popolazione fa fronte alle spese contribuendo con prodotti della terra o dell’allevamento e molti non possono permettersi nemmeno questo.

L’Associazione Davide Orecchioni vuole dare un aiuto valido e sostenibile, a favore del diritto all’istruzione, realizzando la costruzione di una scuola nel villaggio di Katana. 

– MARIELLA DI LALLO

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