Associazione Davide Orecchioni Un progetto dai tanti volti

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La nostra storia

Associazione Davide Orecchioni (ADO)

Il 24 novembre 2006 è nata, per iniziativa di familiari e amici, l’Associazione Davide Orecchioni (ADO) per ricordare la voglia di vita e di creatività di Davide, scomparso prematuramente il 5 settembre 2006

I progetti che ci impegnano nel tempo sono soprattutto gli interventi a favore del diritto all’istruzione nella Repubblica Democratica del Congo e la costituzione della Scuola Penny Wirton di Lanciano.

Ma la storia di Ado è molto di più, perché le sue attività, fin dai primi anni di vita, sono state molto numerose, in gran parte  orientate a coinvolgere un vasto numero di adolescenti in attività di promozione di una comunità solidale, attraverso lo sport, la cultura, le attività con le scuole, i progetti di solidarietà. 

La nostra vita la nostra lotta nel tuo ricordo

Le origini e i sogni concreti di ADO hanno le loro radici nel ricordo della infinita voglia di creatività di vita di Davide, che ci ha lasciati, all’improvviso nel 2006. Il logo che i suoi compagni e compagne hanno immaginato dice tutto ciò che c’è da dire: il buco nero del ricordo, che inevitabilmente si affievolisce se declinato “al passato”, può e deve essere sostituito con iniziative che facciano della ricerca di una vita nella dignità un impegno sempre “al presente”.

Perché l'Africa?​

L’Africa è entrata molto presto nella vita di ADO: non per un obbligo “dovuto” per una associazione di solidarietà, ma per una fedeltà al farsi carico di “domande senza risposta” che vengono incontro nel quotidiano. La presenza di “missionari congolesi” nell’area di Lanciano ci ha portato nel cuore di un paese come la Repubblica Democratica del Congo (RDC), che rappresenta e riassume più di ogni altro i bisogni, le tragedie, le sfide-carenze dei rapporti tra un “noi”, ed un “loro”: la RDC è il paese più ricco di risorse, da sempre perciò il più colonizzato (vero”Cuore di Tenebra”), luogo di guerre senza fine, locali, internazionali. I bambini sono le vittime più vittime: adibiti alle miniere del coltan (imprescindibile per l’universo dei cellulari), reclutati ad essere attori irresponsabili nelle guerre per il controllo dei territori e dei traffici illegali, derubati di un futuro di educazione. “Adottare” quei bambini in quel contesto è stata una scelta naturale. 

Attraverso le attività di sostegno sotto elencate — piccole, ma concrete, di lunga durata, fatte per creare autonomia ( là) e coscienza ( qui)— si sperimenta se e quanto la “nostra”  civiltà potrà mai guarire dalla sua follia di colonizzatrice senza scrupoli in nome del nostro “sviluppo”: per darsi , anche a partire dalla scuola, obiettivi di una democrazia che è sostenibile solo se nel mondo globale delle cose e delle merci non transige sul rispetto dei diritti universali delle persone, e soprattutto delle loro componenti più fragili.