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Regole e Legalità

Un progetto da affidare alla prossima generazione di adulti

L’anno 2008 che viviamo è denso di “anniversari”, di eventi che hanno rappresentato tappe fondamentali per la formazione del quadro di riferimento dei valori di civiltà e di democrazia dell’umanità e della società italiana:

  • i 60 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
  • i 60 anni dell’entrata in vigore della Costituzione Italiana;
  • i 30 anni della legge 180, che ha ridato la dignità di cittadini ai pazienti
    psichiatrici;
  • i 30 anni della istituzione del SSN, che ha tradotto in realtà accessibile e fruibile
    il diritto alla salute previsto nei documenti sopra citati come diritto umano
    fondamentale.

L’Associazione Davide Orecchioni (ADO), in collaborazione con il Laboratorio di epidemiologia delle cittadinanze del Mario Negri Sud e un gruppo di docenti, ha deciso di “celebrare” questi anniversari in modo tale che:

  • non siano un ricordo, ma un progetto attuale, decisivo per il futuro
    specificamente per i più giovani, che sono a rischio di considerarli al massimo
    come qualcosa da studiare, ma che appartiene al passato;
  • diventino concretamente l’occasione per porsi la domanda sul se e come è
    possibile resistere e proporre alternative alla tendenza, oggi crescente, a
    considerare l’illegalità e l’impunità per chi viola il diritto universale di
    uguaglianza, come un “dato di fatto”.

Il programma proposto dall’ADO è quello di attivare a Lanciano un percorso di formazione e di ricerca sulla legalità, di cui i giovani siano promotori e protagonisti. Una cultura di “legalità” non è infatti solo né principalmente riflessione, studio, preoccupazione di fronte alle manifestazioni più macroscopiche della grande criminalità, della mafia, della corruzione, della discriminazione sociale ed economica.

E’ un percorso che deve appartenere a tutti, ben radicato nella quotidianità, un progetto da costruire e da condividere, a partire dalle condizioni di illegalità di cui si è spettatori e spesso più o meno involontari attori.
Solo se si è in grado di “vederle”, di capirne le cause e le articolazioni, di pensarne la evitabilità e la trasformazione, si può divenire protagonisti di una ripresa di quel grande progetto di diritto di cui gli eventi che si ricordano sono stati solo il punto di partenza e la traccia di un cammino che non può mai considerarsi concluso.

Il programma si articola in tre linee di attività tra loro complementari ed integrate:

  1. Una serie di incontri di in-formazione, con esperti e “testimoni” delle situazioni e delle ricerche che oggi si conducono, in Italia e a livello internazionale, per difendere e sviluppare le regole, le pratiche, le prospettive di legalità nei settori più critici della società. Si pensa, e già si sono presi contatti, ad una combinazione di seminari di approfondimento e di eventi culturali, mirati specificamente alle generazioni giovani, ma aperti a tutta la cittadinanza per un confronto e un apprendimento comune al dialogo.
    Questa parte del percorso è prevista per il periodo ottobre 2008 – gennaio 2009.
  2. La seconda parte è costituita da una attività di ricerca sulle situazioni di “illegalità evitabile”, e di “bisogni inevasi di legalità” che caratterizzano la vita istituzionale e quotidiana della città di Lanciano (e dei suoi dintorni): a partire dal quotidiano della scuola, ma per guardare al di là, alla marginalità sociale, alla sanità, ai comportamenti che si incrociano nella vita di relazione personale
    e collettiva. Si pensa in questo senso ad un “protocollo di osservazione” e “di raccolta dati”, da elaborare collegialmente, durante il periodo dei seminari, quasi per verificarne la rilevanza e la trasferibilità nella pratica. Nessuna intenzione “investigativa” o “di denuncia” o censoria. Si vuole semplicemente incominciare a dare visibilità concreta a ciò che pone interrogativi più acuti, di comprensione e di intervento, cosi’ da trasformare l’il-legalità da tema di dibattito etico, giuridico, sociale in una esperienza di costruzione di un progetto condiviso di cittadinanza.
  3. La terza fase è prevista come il tempo e l’opportunità di riflettere, rielaborare, “restituire” ai diversi interlocutori della Città di Lanciano i risultati di tutto il percorso di ricerca, con pubblicazioni ed incontri pubblici, dentro e fuori le scuole.

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